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Autore: Gabriella Cuscinà
Titolo: Le industrie
del latte Editore: Cicorivolta
Edizioni
ISBN 88-901716-7-7
Info: Euro 7,00
- pp. 132
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Le
industrie del latte
Questo romanzo di Gabriella Cuscinà racconta
prima di tutto il senso del tempo e dunque la verità intramontabile
della nostalgia. E' una finestra aperta sul panorama concreto e tangibile
delle storie che si porta dietro, fra campagna siciliana e metropoli
d'oltreoceano, prospettive di vita e semplici desideri dei personaggi,
ma è anche la stessa finestra che dà sul medesimo luogo
dell'anima e della memoria, improvvisamente circoscritto, escluso
e negato a Diego, il protagonista principale, e ai suoi familiari.
Le cose più semplici, così come i sogni, non sono più
a portata di mano, e ciò che fino a ieri appariva ovvio e proiettato
nel futuro oggi è assolutamente lontano e irraggiungibile.
Ma c'è un elemento di scorta, quasi sempre, nel bagaglio interno
e spirituale di ogni uomo puro, una sorta di spazio franco, destinato
all'elaborazione del perdono, alla metabolizzazione degli accadimenti
e alla rivalsa d'onore nei confronti del destino. E dato che ogni
esistenza ha un proprio corso e nessuno ne conosce fino in fondo soste,
curve o direzioni - sembrerebbe suggerire l'autrice, - si può
accettare serenamente una sconfitta da parte della sorte solo se si
è in grado, con le buone qualità e la risolutezza, di
riaddomesticare al meglio la piega negativa delle circostanze. Gabriella
Cuscinà vive a Palermo, dove insegna lettere in una scuola
media statale. Ha scritto di narrativa e di poesia.
Dice: "Scrivere è sicuramente una gioia, e diventa ben
presto una mania, una parte imprescindibile della tua esistenza, una
specie di febbre di cui non puoi fare a meno. Significa abituarsi
a pensare, capire i punti vista, mettersi in gioco. In questo senso
implica molta disponibilità. E così è chiaro
che si scrive per noi stessi, ma con due prerogative: parlare dentro
e fuori di noi. E ci si illude a volte di avere un potere, quello
di far credere tutto a tutti. Certo, uno sa benissimo che quello che
scrive può non essere importante per gli altri, ma intanto
scrivi affinché qualcuno ti possa leggere...e in fondo è
anche questo, che conta."
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