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Autore: Alberto Samonà
Titolo: Il padrone di casa
Editore: Robin Edizioni
Info: Euro 12,00
pp. 156

| Il padrone di casa
Non è facile descrivere la condizione “di prigionia” in cui si trova il genere umano in un romanzo di 156 pagine, tentando anche di trovare possibili “vie di fuga”. Il padrone di casa, romanzo del giornalista Alberto Samonà, ci prova. E per farlo, prende ad esempio la vita di un affermato intellettuale, studioso di esoterismo e simbolismo, scelto come protagonista di questo romanzo. Tutta la narrazione si concentra in dodici lettere che l’intellettuale in questione scrive a una misteriosa amica lontana, che vive a Caracas o forse altrove, ma sulla reale esistenza della quale c’è più che un sospetto: è infatti possibile che l’amica altro non sia che la coscienza dello stesso protagonista, la quale non risponde mai alle missive che l’autore le scrive, restando in un eloquente, quanto assordante, silenzio.
Il libro prende le mosse da un evento esterno che suona come uno shock per il l’intellettuale, poiché da quel momento egli comprende che il proprio sapere accumulato in anni di studi non lo aiuterà a “risvegliarsi”, ma si rende conto che per farlo, o quantomeno per tentare, è necessario tornare alla semplicità di una relazione con se stesso. Di questa rinnovata consapevolezza l’uomo scrive nelle lettere che invia alla misteriosa amica, che appaiono anche come tappe di un intimo viaggio iniziatico che il protagonista intraprende: non un viaggio “fisico”, ma più sottile, che attraversa le porte della conoscenza ordinaria per giungere verso la frontiera di una comprensione nuova, possibile solamente attraverso la padronanza della macchina umana. Solo allora, il padrone (il sé) può fare ritorno nella casa che gli appartiene e che per adesso è abitata da una folla di gregari che si sostituiscono indebitamente al legittimo proprietario.
L’ammissione con se stesso di questa privazione e la comprensione di una possibilità contrassegnano le pagine del romanzo, in cui l’autore sembra riferirsi in più di un’occasione alle idee di Gurdjieff, ma del quale volutamente non parla in modo diretto: un’elusione elegante, che scongiura il rischio che questo libro di narrativa si trasformi in un saggio.
BIOGRAFIA
Alberto Samonà è un giornalista e autore siciliano. Vive e lavora a Palermo.
I suoi libri, ispirati al pensiero simbolico e tradizionale, affrontano tematiche legate allo studio e alla conoscenza del Sé. Anche il suo ultimo romanzo, Il padrone di casa (Robin edizioni, Roma 2008), risente di questa influenza e ha ad oggetto il cosiddetto Lavoro su se stessi.
Come giornalista, è stato per anni cronista di “giudiziaria”, scrivendo articoli e inchieste su fatti di mafia e politici per vari quotidiani siciliani e nazionali (L’Ora, Oggi Sicilia, Libero, La Sicilia).
Ha pubblicato diversi libri a contenuto “simbolico” e filosofico, fra cui Le colonne dell'eterno presente (2001), La Tradizione del Sé (2003), Riti pasquali (AA.VV. 2005), Tarocchi (AA. VV. 2005). Dal suo racconto intitolato La bambina all’Alloro, il cantastorie iracheno Yousif Latif Jaralla ha tratto lo spettacolo teatrale Le orme delle nuvole, dedicato al poeta sufi Gial-al Ad-din Rumi. Ha scritto e diretto a teatro la piéce Una fiamma a Campo de’Fiori sulla figura di Giordano Bruno, e lo spettacolo di narrazione L’oro del cavaliere, ispirato a una lastra tombale custodita al Museo Diocesano di Palermo. È componente della giuria nazionale di “Subway letteratura”.
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