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“Dietrich Bonhoeffer”
di Aldo Fiorenza






“Dietrich Bonhoeffer” di Aldo Fiorenza
Recensione a cura di Laura Scaramozzino  

L'ultimo lavoro di Aldo Fiorenza muove da posizioni stilistico-formali che lo allontanano dalla struttura del romanzo, soprattutto, contemporaneo. Esso si avvicina, con una certa evidenza, piuttosto al poema in prosa, alla dissertazione storico-psicologica e al flusso di coscienza, stabilendo un confronto dialettico con la forma-romanzo, la quale apparirebbe insufficiente rispetto alla problematizzazione argomentativa che l'autore ha voluto porre all'attenzione. Un romanzo non-romanzo, dunque, che segue la scia, con esiti ancora più volti alla contestualizzazione storico-sociale, del precedente lavoro; ancora una volta una biografia in bilico tra il lirismo e la tematizzazione sia filosofica sia psicologica della ragione e dell'essere nella storia del popolo tedesco che Fiorenza indaga con la perizia dell'antropologo culturale. Se i protagonisti del precedente prodotto editoriale erano i giovani martiri dell'organizzazione della Rosa bianca, il personaggio centrale di quest' ultimo è il pastore protestante Dietrich Bonhoeffer, ennesimo agnello sacrificale sull'altare della <<sistematica follia>> nazista. La scrupolosa ricostruzione storica e la puntuale  documentazione dell'autore conducono il lettore ad una conoscenza “per immersione” dell'universo dapprima familiare a formativo e poi sociale di Bonhoeffer. Seguiamo infatti ogni passaggio essenziale del costituirsi di una coscienza che travalica l'ideale e spirituale accostamento all'uomo in quanto soggetto astratto, pur privilegiato, del vaglio della Ragione. Bonhoeffer non si limita ad alimentare un'indignazione, nei confronti delle aberrazioni del nazismo, che sorga meramente dalla compassione. Questo è il cardine della configurazione del personaggio. Egli rappresenta la sintesi tra l'alienazione orientata a un avvicinamento empatico e spirituale all'alterità e il dover essere di una morale guidata dalla Ragione pratica. L'incontro impossibile tra le istanze del romanticismo e il Kantismo, che rappresentano, eppure due tra le maggiori espressioni dell'avventura filosofica tedesca. Centrale si rivela, per il pastore, l'urgenza del dovere morale e la certezza di riuscire a portare a compimento una missione, sebbene ciò avvenga nella clandestinità. Non esiste coscienza, infatti, se essa è limitata all'individuale ripiegamento interiore Questo è ciò che allontana il protagonista da una limitante sclerotizzazione accademica in cui una determinazione dell'essenza umana sempre più astratta ha finito per condurre le incarnazioni del potere a una facile strumentalizzazione della stessa. Comprendere l'uomo significa osservarlo, vivergli accanto, affrontare il necessario conflitto e accompagnarlo. Tale percorso lo conoscono bene i soggetti femminili tra i quali ritroviamo la donna amata da Bonhoeffer: Maria. La donna non ama occultare la prossimità intuitiva con cui si approccia all'atro e ne dà testimonianza discreta nel quotidiano travaglio delle sue rinunce. Dell'essere dell'uomo occorre fere esperienza in un con-essere che apra gli occhi dell'osservatore. Occorre porsi al di fuori delle sterili schematizzazioni e dei parametri deformanti di un'umanità costruita nel laboratorio asettico e “ideale” di una Ragione che ha perduto troppo spesso il contatto con il “mondo della vita”. Fede e speculazione intellettuale trovano nel sacrificio di Dietrich Bonhoeffer ancora una volta fiducia in una umanità autentica.

   

BIOGRAFIA dell'autore:

Aldo Fiorenza nato a Trapani, ha redatto, nel corso della sua vita dedicata completamente alla scrittura, una serie di opere: romanzi, racconti, opere teatrali, saggi, fiabe, poesie ecc. di cui ha dato alle stampe soltanto qualche racconto e alcune opere di poesia.

Si riportano qui di seguito le sue opere più recenti:

Romanzo:
“ CINQUE STUDENTI e un PROF CONTRO HITLER…E VIA LE TESTE! ”.

Editore: L'Autore Libri Firenze
(è una storia realmente accaduta; un minuscolo gruppuscolo antinazista, costituito da appena 5 studenti universitari e da un loro professore di filosofia della Ludwig Maximilians' Universitàt di Monaco di Baviera, i quali, nel 1942-43 propagandarono volantini contro il regime hitleriano, all'insegna del loro piccolo movimento che soprannominarono “LA ROSA BIANCA”. Per questo finirono ghigliottinati il 22 febbraio 1943)

 Opera teatrale:
“ PROCESSO ALLA ROSA BIANCA ”

Editore: L'autore Libri Firenze
(il soggetto è lo stesso del precedente; si tratta della riduzione teatrale della sola parte riguardante il processo-farsa ad Hans e Sophie SCHOLL e al loro amico Christoph Probst, culminato nella condanna alla ghigliottina e nella morte dei giovanissimi protagonisti, ad appena 3 ore dalla lettura della sentenza del famigerato Tribunale del popolo e dell'ancor più famigerato suo presidente, Roland Freisler)

Romanzo:
LA CREAZIONE

(opera di fantasia: Dio scende sulla terra e s'iscrive in un liceo dove, avendo assunto, fisicamente, la stessa età anagrafica degli altri studenti, segue regolarmente le lezioni, confrontandosi con le loro idee e con quelle del loro professore di lettere e filosofia)

Romanzo :
“ IL DELITTO DI LESA…MOGLIE; storia di una separazione legale ”
(in parte autobiografico)